HOME GLOSSARIO
Passa ai contenuti principali

L'accompagnamento spirituale dei malati (III-b)

I problemi di personalità sono alla base di molte malattie mentali    Complicano i trattamenti, rendono difficile la vita personale, familiare, sociale e spirituale. La loro frequenza potrebbe essere ridotta, con una maggiore attenzione alla vita familiare. Chi si rende conto di soffrire e di far soffrire gli altri, per il proprio modo di essere, dovrebbe cercare aiuto: sarà più felice!

La personalità è il modo di essere che si forma lungo tutta la vita. È un'organizzazione dinamica, cioè che cambia e si modifica nel tempo, di tutto il sistema psicofisico, che determinerà un particolare modo di pensare e di agire[23]. È il risultato di interazioni tra fattori costituzionali, ambientali, sociali, sociali, ecc. dove la religiosità ha un'importanza fondamentale. Vedremo anche gli scrupoli tra malattia e normalità, i disturbi alimentari, i problemi legati alla sessualità e l'alcolismo e le dipendenze.
3.6 La personalità matura e i suoi disturbi È comune distinguere due elementi…

Dipendenze e responsabilità

Come si arriva alla dipendenza da sostanze o alle dipendenze comportamentali? Come prevenire e come guarire da queste patologie che rendono schiavi?
I gabbiani non sono in grado di aspettare

Curare le dipendenze facendo leva sulla responsabilità

Come si arriva alla dipendenza da sostanze o alle dipendenze comportamentali? Come prevenire e come guarire da queste patologie che rendono schiavi? Alcoolismo, tossicodipendenza, dipendenza al gioco, ad internet o alla pornografia presentano radici comuni. Speso si fanno sentire la tristezza e la noia di una vita senza senso e la ricerca dei paradisi artificiali che nel mondo reale non si trovano. La legalizzazione della marijuana, la promozione di comportamenti che creano dipendenza, come il gioco d'azzardo o l'uso smodato di internet e dei videogiochi, favoriscono la comparsa di vizi che portano facilmente alla dipendenza. Ricordare la responsabilità delle persone aiuta ad evitare di cadere nel problema della schiavitù dell'addizione, o a curare questa frequente patologia. Questo è ciò che vedremo nell'articolo.

Riassunto

La responsabilità è una caratteristica umana che comporta l’esistenza in atto della libertà. Dall’etimologia del termine si evince il suo significato più profondo: capacità di rispondere. Le dipendenze, intese come incapacità di sottrarsi all’influsso di una certa sostanza, attività o persona, costituiscono una malattia della libertà e quindi incidono negativamente sulla responsabilità. Nell’articolo si evidenziano gli ambiti o spazi nei quali è ancora possibile trovare la responsabilità, come risposta e apertura al vero, e far leva su di essa per prevenire o aiutare ad uscire da sofferenze quali la schiavitù della droga o la pornografia su internet. Si identificano quattro mete positive: vivere con coerenza d’accordo ai propri ideali, essere attenti a quanto potrebbe innescare una dipendenza ed inseguire le virtù, cercare aiuto per ridurre le conseguenze negative ed essere attivi nel processo di guarigione.

English Abstract

Responsibility is a human characteristic that needs the existence of freedom now and in act. The etymology of the word shows its deeper meaning: the ability to respond. Addiction, defined as incapacity to escape the influence of a certain drug, activity or person, is a disease of liberty and therefore adversely affects responsibility. In this article, we highlight areas or spaces where you can still find responsibility, as an answer and openness to the truth, that can be relied on, in order to rescue one from suffering experienced in the slavery of drugs or pornography on internet. We identify four main positive goals: living according to one’s ideals, alertness to discover what may trigger an addiction and strive for virtues, seek help to reduce negative consequences of dependence, and be proactive in the healing process.

I. Introduzione

Risulta complesso parlare di responsabilità nelle dipendenze perché, come altri disturbi psichici, si possono considerare una malattia della libertà e quindi della responsabilità. La responsabilità, infatti, è una caratteristica umana che comporta l’esistenza in atto, nel momento di agire, della libertà. L’obiettivo di questo lavoro sarà vedere se ci sono ancora spazi di responsabilità, di sovranità dell’Io, di fronte alla schiavitù osservata nelle dipendenze, intese in senso ampio: non soltanto le dipendenze da sostanze, ma anche i comportamenti impulsivi, dai disturbi alimentari alla pornografia, ecc.
Il tema è di grande interesse per vaste aree della teologia quali la morale, la dottrina sociale della Chiesa e la pastorale. Il fenomeno delle dipendenze, come fenomeno ormai abituale in ampi settori della società contemporanea, rappresenta una sfida alla nuova evangelizzazione. Conviene non perdere di vista che «le nuove forme di schiavitù della droga e la disperazione in cui cadono tante persone trovano una spiegazione non solo sociologica e psicologica, ma essenzialmente spirituale»[1].

C’è bisogno quindi di agire sullo spirito per risolvere il problema.
Il primo punto sarà dedicato ai chiarimenti concettuali. Mi riferirò poi a quattro ambiti: la mancanza di responsabilità nell’incoerenza vitale come sostrato, la responsabilità all’inizio della dipendenza, nell’agire della persona dipendente, e nel processo di guarigione. L’argomento si inserisce nella polemica tra quelli che considerano le dipendenze una malattia e quelli che invece vedono in esse soltanto una scelta.

L’interesse non è solo teorico perché la terapia psicologica delle dipendenze fa leva sulla responsabilità cercando di rinvigorire la volontà malata. I medici però sono poco inclini a parlare di responsabilità o imputabilità. È significativo che il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) faccia un chiarimento esplicito: «I concetti clinici e scientifici implicati nella categorizzazione di queste condizioni come disturbi mentali – si legge – possono essere del tutto irrilevanti in sede giuridica, ove ad esempio si debba tenere conto di aspetti quali la responsabilità individuale, la valutazione della disabilità e l’imputabilità»[2]. Nomina due patologie, per chiarire che i criteri medici non sono sovrapponibili ai principi giuridici o non medici: il gioco d’azzardo patologico e la pedofilia.

È comprensibile che un manuale descrittivo di malattie non voglia approfondire su tali concetti, di fronte al rischio di ripercussioni legali ed economiche, ma il medico o lo psicologo non può fare a meno di queste nozioni. Oggi si esalta la libertà ma allo stesso tempo si sottolineano i condizionamenti di ordine psicologico e sociale, e «alcuni, superando le conclusioni che si possono legittimamente trarre da queste osservazioni, sono arrivati al punto di mettere in dubbio o di negare la realtà stessa della libertà umana»[3]. Spesso i professionisti della salute si interessano soltanto della droga, dell’alcool, del sesso, del gioco o di altri comportamenti quando danneggiano la salute psicofisica, ma non soppesano se si faccia o meno un uso responsabile.

È comunque importante per la dignità di ogni persona assumere le conseguenze delle proprie azioni e riconoscersi come soggetto responsabile. Non un soggetto infallibile, bensì limitato e condizionato da fattori interni ed esterni, ma che resta libero per portar avanti il suo progetto di vita. La moderna psicologia e la neuroscienza hanno fatto importanti passi in avanti, ma rimangono molti misteri riguardo l’agire della persona. Si sa tanto sulla localizzazione nel cervello delle funzioni psicologiche e sui predisponenti genetici. Tuttavia, i dati sono lontani dalla verità completa, come sottolinea Kagan[4]. Non si riesce a identificare, in un solo gruppo di neuroni o circuiti interneuronali, costrutti psicologici come la percezione dei volti, la memoria di alcune parole, il concetto di numero, i giudizi morali o le emozioni. Pure il determinismo genetico si è dimostrato insufficiente: non è stato trovato nessun gene in chiaro rapporto con un componente della personalità, tratto psicopatologico o stato dell’umore. Malgrado si sappia che i bambini maltrattati, poveri o abbandonati possono diventare ansiosi, rabbiosi, depressi o dipendenti, si continua a concentrare la ricerca sui fattori biologici.

Kagan fa notare che in questo modo si trascura la responsabilità della società, che dovrebbe badare ad altri fattori di rischio, e si toglie responsabilità e senso di colpa agli stessi individui, perché così non devono misurarsi e rispondere delle proprie decisioni e azioni.

Non si può affermare che ogni persona dipendente abbia perso la responsabilità, ma nemmeno che tutti siano pienamente responsabili. Si deve analizzare caso per caso. Vedremo la responsabilità individuale, senza dimenticare che esiste una collettiva, della famiglia, della società, dello stato. I due livelli sono uniti: l’individuo deve rispondere alla sua coscienza, ma pure alle persone con le quali vive, al mondo. Uno può essere ingannato dall’apparente comodità di seguire la corrente, di non pensare ai doveri, impegni o legami, ma «chi non ha il coraggio di prendere in mano il timone della propria vita, dovrebbe sapere che la corrente nella quale si abbandona prima o poi lo precipiterà sugli scogli»[5].

[1] Benedetto XVICaritas in Veritate, 29 giugno 2009, in AAS 101 (2009) 641-709, n. 76.
[2] American Psychiatric Association, DSM-IV TR, 2000, Trad. it.: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (4ª) Masson, Milano 2001: raccomandazione cautelativa, 15; Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5) APA Press, Washington DC 2013, 25.
[3] Giovanni Paolo II, Veritatis splendor, 6 agosto 1993, in AAS 85 (1993) 1133-1228, n. 33.
[4] J. Kagan, A Trio of Concerns, in «Perspectives on Psychological Science» 2 (4) 2007, 361-376. Jerome Kagan è professore di psicologia a Harvard.
[5] F. Künkel, Psicoterapia del carácter (Die Arbeit Am Charakter), Marfil S.A., Valencia 1966, 20.

Continuare a leggere on line                                                                             
Scaricare pdf dell'articolo originale

Commenti

Post popolari in questo blog

Vídeos sobre psiquiatría y espiritualidad

Wenceslao Vial
Siete temas médicos de actualidad, en relación con la vida espiritual, revisados en 14 minutos.

1. Mi carácter y yo
     ¿Soy responsable de mi forma de ser? Claves para entender por qué somos como somos y los medios para crecer -madurar-, con serenidad y constancia. Es posible llegar a ser mejores seres humanos y por eso mismo más felices. 

2. ¿Psicólogo o sacerdote?
     ¿Cómo saber cuándo se necesita un médico, un psicólogo o un sacerdote? Ayudar desde la unidad de la persona.
3. Vida espiritual y salud mental
    ¿Cómo influye la vida espiritual en la salud mental? Algunas claves para prevenir problemas y crecer en humanidad.

4. La atracción por el mismo sexo
      ¿Qué puede llevar a sentirse atraído por el mismo sexo? ¿Qué es un deseo? ¿Cómo se van desarrollando los deseos en las personas? ¿Qué diferencia un deseo bueno de uno malo? ¿Puede una persona controlar sus deseos? ¿Cómo?
5. Ideología de género: desmontando errores
      ¿Cuáles son los errores de la ideolog…

Abbandonare la pornografia in quattro passi

Vivere felici e liberi di dipendenze  Wenceslao Vial
Cosa produce la pornografia La visualizzazione di immagini di contenuto sessuale intorpidisce il cervello.Può finire per modificare la dinamica e la morfologia neuronale. Porta facilmente ad una dipendenza comportamentale, in cui una determinata azione prende il controllo dell'attività volontaria, riducendo l'autonomia, come nella tossico-dipendenza, l'alcolismo, la dipendenza dal gioco, da Internet, dal rischio o dagli acquisti compulsivi.Non c'è spazio per un uso moderato o salutare della pornografia, che è sempre pericolosa. Gli stimoli normali della sessualità sono sostituiti da stimoli esagerati e spesso violenti, che alimentano la violenza.Evoluzione di un vizio Ciò che a volte inizia per gioco, curiosità o incitamento altrui trascina, con più o meno complicità della persona, verso un pendio in cui vizio e malattia mentale si intrecciano.Alla ricerca iniziale del piacere, sopravviene l'urgente necessità di agi…

Ansia, depressione, dipendenze: una spiritualità sana può combatterli!

Intervista a Wenceslao Vial, medico e sacerdote, professore della Santa Croce, autore del libro Psicologia e vita cristiana. Cura della salute mentale e spirituale Rocío Lancho García Fonte: Zenit

Sono responsabile del mio modo di essere? Si può uscire dalla depressione? Come vincere l'ansia? Esistono rimedi per superare le dipendenze da droga come da internet? La famiglia di una persona con disturbi mentali come deve comportarsi? Quando c'è bisogno di uno psicologo o semplicemente di un sacerdote? Il sesso è una invenzione antiquata, un gioco o un tabù? Sono, tutti questi, interrogativi fondamentali per la vita delle persone. Ad alcuni di tali quesiti ha provato a dare una risposta Wenceslao Vial, medico e sacerdote, professore di psicologia e vita spirituale presso la Pontificia Università della Santa Croce, di Roma, nel suo nuovo libro Psicologia e vita cristiana. Cura della salute mentale e spirituale, (Edusc). Per saperne di più, ZENIT lo ha intervistato.  *** Come sono col…