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giovedì 23 novembre 2017

Dalla verità alla Verità: Pier Augusto Breccia



Psicologia e vita cristiana
Il 20 novembre 2017 è morto a Roma il prof. Pier Augusto Breccia. I funerali sono stati celebrati mercoledì 22 nella chiesa centrale dell’Università Cattolica di Roma. In quella stessa università lui si era formato come medico, arrivando ad essere un grande cardio chirurgo. Negli anni 80 scoprì un altro dono di Dio: la capacità di dipingere. Da quel momento ha dedicato la sua vita all’arte, cercando di interpretare la verità, tramite la sua pittura ermeneutica. Quanti l’abbiamo conosciuto possiamo immaginarlo adesso alla presenza di Dio, vedendo perfetta e realmente la Verità piena. Lui diceva che prima toccava i cuori della gente con le sue mani, e poi, da artista, con le sue opere. La speranza cristiana ci fa pensare che Dio l’abbia ricevuto e riempito con il suo Amore.  
 
Psicologia e vita cristiana
Grazie mille Professore!




Riproponiamo un articolo sulla cura del nostro mondo e l’enciclica Laudato Si’, ispirato ad un’opera dell’artista, che lui ha apprezzato. Riteneva giusta l’interpretazione della sua immagine e i comenti sinteticamente proposti.





La conversione personale nell’Enciclica Laudato si'
 Wenceslao Vial
 Laudato si’ mi’ Signore. Le prime parole dell’enciclica di Papa Francesco aprono uno splendido orizzonte. Il noto canto alla creazione, di Francesco d’Assisi, si rivolge a Qualcuno per i quali non siamo esseri lontani, e che aspetta da noi una risposta, un impegno, un gesto di gratitudine per tanti doni, tra essi il mondo in cui viviamo.

Pochi giorni fa ho potuto apprezzare un’opera d’arte intitolata Memento (dal latino: ricordati), dipinto da un prestigioso cardiochirurgo romano che ora si dedica alla pittura, Pier Augusto Breccia. L’immagine impressiona con la sua forza. Le spiegazioni dell’autore l’hanno reso viva. Con la sua gentile autorizzazione, la userò per fornire qualche spunto di riflessione sull’enciclica. La tela, alta più di due metri, raffigura una stanza in prospettiva. Nelle balconate laterali, persone di diverse classi e condizioni, osservano con indifferenza la scena centrale. Due figure indistinte flagellano la sfera del mondo. Appena sopra, attraverso uno squarcio nel tetto appare improvvisamente Gesù Cristo sulla Croce. Uno dei carnefici, con lo sguardo assorto sul Dio fatto uomo, lascia cadere la frusta.